La tregua

Tra ieri notte e stamattina a Gaza la popolazione, definita da Dalia come “i sopravvissuti”, si è riversata nelle strade e nelle piazze per festeggiare la tregua di “lungo periodo” istituita da un accordo stipulato tra Hamas e il governo israeliano in Egitto. Nonostante la tregua, i bombardamenti a Gaza, seppur di minore entità, sono continuati, con Israele che ha bombardato alcuni edifici in cui si sospettava Hamas avesse svolto le sue attività. L’accordo prevede il cessate il fuoco, un’apertura del governo israeliano nei confronti del severo embargo che in pratica proibisce agli abitanti di Gaza di rifornirsi di medicine, cibo e beni di prima necessità, l’affidamento della ricostruzione della Striscia ai palestinesi, l’estensione delle miglia in cui ai palestinesi è consentita la pesca e una possibile apertura di Israele nei confronti del controllo esercitato dalle autorità palestinesi a Gaza. Dalia ha comunque espresso il timore dei civili palestinesi che si riveli tutto una bolla di sapone e la tregua venga rotta dopo poche ore o giorni, come già accaduto in passato.
Al momento, secondo le autorità palestinesi i morti per mano di Israele dallo scoppio di questa nuova fase del conflitto sono stati
almeno 2140, di cui la maggior parte civili, inclusi molti bambini. Israele riporta almeno 70 morti, per la maggior parte militari uccisi negli scontri.

Prima che venisse dichiarata la tregua, Dalia ha postato questo testo sul suo blog:

 25 agosto, Khan Younis, Striscia di Gaza, Dalia Al-Najjar

Mi sento come se avessi mille anni per la portata degli eventi di cui sono stata testimone nei miei 20 anni di vita.

E’ davvero difficile lasciare andare tutti i ricordi tristi, ma la cosa peggiore è che i pochi ricordi felici non riescono a riempire il vuoto.

E’ come affogare nella depressione, nella tristezza, inell’impotenza e malinconia. Ogni esplosione che sento mi uccide, ognuna si porta via con sé un pezzetto di me. Mi sono ritrovata a pensare di non essere altro che piccoli pezzettini tenuti insieme dalle lacrime.

Fare respiri profondi, piangere, guardare il mio comico preferito e persino scrivere non mi stanno più aiutando come una volta.

E’ come se dentro fossi già morta. Cerco disperatamente di fare qualsiasi cosa mi faccia sentire viva, ma nulla sembra funzionare.

Ho pianto, e penserete che sia una cosa buona, ma la tristezza se ne sta sopita per un paio d’ore, e poi si sveglia il giorno dopo, di nuovo.

Sono andata fuori a vedere l’alba, il cielo era a strisce rosse. Ho pensato che persino il cielo sembrasse arrabiato e furioso quando improvvisamente una potente esposione ha fatto tremare la casa. Non so come sono finita in piedi. Sono corsa in casa dove sulle facce di ognuno era dipinto il terrore, da mia madre al mio fratellino più piccolo.

“Va tutto bene” continuavo a ripetermi “è solo un’esplosione”. E poi un’altra serie di forti esplosioni hanno fatto tremare la città come se fosse un tamburo.

I bombardamenti sono continuati per tutta la notte, giuro che ogni esplosione faceva tremare il mio letto, mi pareva di essere seduta su un letto a dondolo.

Se io lo trovo spaventoso, cosa penseranno i bambini? Davvero non lo so.

So che non sono la più sfortunata, so che c’è chi sta peggio, ma tutto è troppo doloroso per pensarci.

Questa routine di notti insonni, di paura e orrore e depressione è così stancante. Le foto e le urla dei bambini mi perseguitano giorno e notte. E anche quando collasso e dormo, mi sveglio urlando da qualche incubo su questa guerra assurda. Ieri ho fatto un sogno che sembrava così reale… la mia casa veniva bombardata mentre io ero dentro, e una volta che le pietre e i detriti hanno iniziato a cadere io ho sentito ogni atomo di pietra graffiare la mia faccia. All’inizio ho lottato, ma poco dopo mi sono arresa e ho dato il benvenuto alla Fine di ogni Dolore. Poi mi sono svegliata.

Non avrei mai pensato nella mia vita che ad un certo punto avrei pensato alla morte come una scelta possibile, ma forse è perché a Gaza stiamo morendo tutti lentamente in ogni caso.

Anche se sono ai minimi termini credo ancora che tutto andrà bene. Dio non ci lascerà. E alla fine ricostruiremo tutto, e sarà migliore di prima.

 

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