Youth Journalism International

Le prime lacrime di gioia

Questo articolo di Dalia Al-Najjar è stato pubblicato in inglese sul sito di Youth Journalism International. Lo pubblichiamo tradotto con il gentile consenso dell’autrice e dell’editor del sito.

KHANYOUNIS, Striscia di Gaza, Dalia Al-NajjarUn’ora prima dell’annuncio della tregua a lungo termine

Attesa cauta. Pensieri pieni di speranza. Cerchiamo tutti di raccogliere tutto il dolore, la tristezza e l’angoscia per sputarli fuori dai nostri polmoni esausti.

I nostri occhi confusi sono fissi agli schermi della TV, mentre ascoltiamo ogni parola che tenta di penetrare in noi per portare un po’ di speranza, positività e felicità innocente.

È tutto vero? È questa la fine delle nostre sofferenze interminabili? È arrivata? Possiamo adesso vantarci di essere sopravvissuti per miracolo? In cuor suo, nessuno ci crede, rifiutando addirittura di pensare in silenzio alle risposte a queste domande, mentre i bombardamenti continuano e altre persone muoiono.

Negli ultimi giorni, siamo stati delusi così tante volte…

Non possiamo credere che la nuvola nera si stia finalmente dissolvendo.

Dopo l’annuncio

Un boato di applausi nella stanza. Abbiamo ottenuto quello che fino a pochi minuti fa sembrava impossibile. Gli occhi sono pieni di lacrime, ma per la prima volta sono lacrime di felicità.

Esaltazione. Bambini felici che corrono nella strada a esprimere la loro felicità. Canti che risuonano nelle moschee. Pura gioia. Paradossalmente alcune persone sparano in aria per celebrare la tregua a lungo termine – o almeno, così si spera. Ma poi la polizia li ferma – purtroppo ci sono stati alcuni feriti per questi “spari di felicità”.

I festeggiamenti sono letteralmente scoppiati quando la tregua è entrata in vigore alle 16 GMT di Giovedì e sono continuati fino a tarda notte, mentre gioivamo alla fine di sette settimane di violenza e sangue.

Siamo scesi tutti nelle strade per cantare e festeggiare. Ci eravamo quasi dimenticati del sapore della felicità.

Nonostante non fosse una felicità immacolata, abbiamo provato delle sensazioni positive, pur sapendo bene che questa è a malapena la fine dell’inizio.

Sappiamo che questo momento non può colmare il vuoto creato dalle nostre perdite. Sappiamo che ci serviranno più tempo e pazienza per rimetterci in sesto, pezzettino dopo pezzettino.

Il mio telefono non ha smesso un secondo di squillare. I miei amici mi hanno chiamata per congratularsi perché tutti volevamo condividere questo momento con le persone che amiamo.

È meraviglioso vedere Gaza in preda ai festeggiamenti. Ci dà la forza per continuare a lottare.

Sui social media, la gente ci ha dedicato sincere dimostrazioni di felicità, gioia e emozioni indescrivibilmente empatiche. Molti non potevano credere che i combattimenti fossero finiti. Altri piangevano di gioia.

Essere sopravvissuti a questa guerra ci assicura di potercela fare in ogni situazione. Ricostruiremo Gaza, ma non potremo mai dimenticare.

Vivremo con il ricordo dei nostri cari, delle nostre case distrutte e di ogni singolo momento di questi orribili 50 giorni.